Salvo Sottile (foto Instagram @salvosottile_) - Lagazzettadimassaecarrara.it
L’incredibile racconto di Salvo Sottile, che si confessa senza veli sul bullismo subito. Una testimonianza sentita e da brividi.
Parlare di bullismo oggi è necessario, poiché i fatti di cronaca che sconvolgono l’opinione pubblica sono ancora troppi. E troppo dolorosi e ingiustificati.
I ragazzi, i più giovani, sono le vittime più fragili e delicate, e più a rischio. Non abbastanza strutturati da poter assorbire il colpo, purtroppo spesso soccombono, senza sapere come reagire.
Qualcuno riesce a ribellarsi, e fortunatamente la stragrande maggioranza va avanti, cresce e si fa una vita, portandosi però dentro dolori e sofferenze di quanto subito da giovani.
Però, nessuno avrebbe mai immaginato che un uomo valente e intelligente – nonché affascinante – come Salvo Sottile fosse stato vittima di bullismo. Eppure, è proprio lui a raccontarlo.
Giornalista, scrittore e conduttore di diversi programmi televisivi di cronaca e approfondimento, Salvo Sottile è tra le figure più apprezzate della tv nel suo campo. Composto, preciso, intelligente e sempre sul pezzo, il suo modo di portare avanti le discussioni anche su temi caldi è sempre pacato ma chirurgico.
Quasi un metro e novanta, presenza di tutto rispetto e un aspetto piacente, a guardarlo oggi chi lo avrebbe mai immaginato nelle vesti di un ragazzino bullizzato? Sarà per questo che la sua confessione ha toccato particolarmente i telespettatori che l’hanno ascoltata.
“Sono stato bullizzato perché andavo a scuola ed ero sovrappeso“, ha confessato Salvo Sottile a Nunzia De Girolamo nella sua trasmissione Ciao Maschio. Le sue parole, riportate da Fanpage, hanno colpito nel segno, e sono un’importante testimonianza. “Venivo preso molto spesso in giro dai miei compagni“ continua, e poi ricorda: ” Mia mamma mi lasciava con il pallone davanti a una scuola e mi diceva, adesso arrivano gli altri e giocano. Io restavo con questo pallone, per non scontentare mia madre, da solo per ore, fino a quando non mi tornava a prendere. Loro non volevano giocare con me, in realtà neanche mi si avvicinavano. E quindi io dovevo fare i conti con tutto questo e devi avere le spalle forti, perché non sempre tutti i ragazzini sopportano. C’è anche chi non sopporta e purtroppo fa una brutta fine“.
E non è tutto. Come spesso accade, Salvo e i suoi bulli dell’infanzia si sono rivisti una volta divenuti adulti, ma il loro atteggiamento è stato totalmente diverso.“Li ho rivisti, molti di quelli li ho rivisti, e ho avuto anche il coraggio di guardarli in faccia e di parlare con loro” ha concluso Sottile. “Ho scoperto una cosa che mi ha fatto soffrire: nel momento in cui loro stessi mi hanno guardato non più come il bambino del palloncino, ma il ragazzo o l’uomo che poi sono diventato, avevano quasi soggezione“.
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