Posto di blocco, adesso ti chiedono anche il certificato medico | Addio patente se ti trovano senza: a piedi per tutta la vita

Posto-di-blocco-carabinieri (Ansafoto) - Lagazzettadimassaecarrara.it

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Attenzione: rischi di dover dire addio alla patente se al posto di blocco ti chiedono il certificato medico e tu non lo ha con te.

Il panorama della sicurezza stradale in Italia è in costante evoluzione, con normative che si aggiornano per garantire la tutela di tutti gli utenti della strada.

Recentemente, si è assistito a un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, che non si limitano più alla verifica dei documenti di guida e del veicolo, ma estendono la loro attenzione anche alle condizioni psico-fisiche dei conducenti.

In questo contesto, il certificato medico sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, diventando un documento che potrebbe essere richiesto durante un posto di blocco.

La sua assenza, così come la guida senza patente, può comportare conseguenze severe, fino alla revoca definitiva della patente. Continua a leggere per saperne di più.

Devi dimostrare di stare bene

La sicurezza stradale è una priorità assoluta, e il Codice della Strada italiano stabilisce requisiti rigorosi per l’idoneità alla guida, sia fisica che psichica. Ma cosa succede se le tue condizioni di salute cambiano? In quali casi puoi dire addio alla patente? L’articolo 119 del Codice della Strada è chiaro: se una patologia compromette la capacità di guidare in sicurezza, la patente non può essere né ottenuta né mantenuta.

Le condizioni che possono portare alla sospensione includono problemi di vista significativi come cataratta o malattie oculari non correggibili, difficoltà uditive non compensate da protesi acustiche, malattie cardiovascolari come ipertensione grave o aritmie cardiache, malattie del sistema nervoso come sclerosi multipla o morbo di Parkinson, patologie endocrine come diabete non controllato e, per finire, disturbi psichici come ritardi mentali gravi, psicosi o turbe della personalità.

Guidare (pexels) - Lagazzettadimassaecarrara.it
Guidare (pexels) – Lagazzettadimassaecarrara.it

C’è qualche speranza

Fortunatamente, non tutte le patologie portano automaticamente alla sospensione. Esistono eccezioni e soluzioni, come la patente di guida speciale, che consente a determinate categorie di persone di continuare a guidare con limitazioni. Ad esempio, l’epilessia, se stabilizzata e senza crisi per un periodo di tempo, e la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, se trattata e monitorata.

Il rinnovo della patente prevede esami clinici e valutazioni presso le strutture sanitarie competenti, la Commissione medica locale valuta la situazione e decide l’idoneità alla guida. Le decisioni della Commissione medica possono, infatti, variare a seconda della gravità della patologia, della stabilità della condizione di salute e in base alla risposta ai trattamenti ricevuti. In sintesi, la sospensione della patente è un tema delicato, che richiede un’attenta valutazione delle condizioni di salute. La normativa italiana, sebbene severa, offre percorsi per consentire la mobilità nel rispetto della sicurezza.