Mar di Sicilia, è riapparsa una specie che sembrava scomparsa da tempo | I pescatori ne trovano migliaia ogni giorno: prelibatezza in cucina

Mare di Sicilia

Mare di Sicilia- Foto di Daniele Putti da Pexels-LaGazzettadiMassaeCarrara.it

Un gradito ritorno ha sorpreso pescatori e biologi: ecco qual è la specie ittica che si credeva scomparsa da diverso tempo e che ha fatto nuovamente capolino nelle acque italiane, in particolare nel Mare siciliano.

Una bella sorpresa è giunta per tutti nel cuore del Mar di Sicilia: una specie considerata per anni quasi scomparsa è riapparsa in modo massiccio, stravolgendo gli equilibri della pesca locale.

Si tratta dei gamberi rosa, una varietà pregiata di crostaceo particolarmente ambita dai pescatori. Sono in molti ad essere usciti per la pesca e ad essersi ritrovati con le reti piene di questo pesce che si credeva totalmente assente da questo habitat.

Dopo decenni in cui la loro presenza era sporadica, ora si registrano vere e proprie “invasioni” nel Canale di Sicilia, come riportato da Stato Quotidiano. La causa andrebbe ricercata nei cambiamenti climatici che stanno trasformando gli ecosistemi marini del Mediterraneo.

Gli aumenti anomali della temperatura delle acque e le mutazioni nella disponibilità di nutrienti, infatti, sono le motivazioni principali per le quali alcune specie si riproducono in modo più favorevole rispetto ad altre.

Il ritorno dei gamberi rosa e delle mazzancolle nei mari italiani

Secondo i dati raccolti da Confcooperative Fedagripesca, il riscaldamento del Mediterraneo sta alterando profondamente la disponibilità delle specie ittiche. Nel Mar di Sicilia, così come nell’Adriatico, si sta assistendo a una proliferazione di crostacei come i gamberi rosa e le mazzancolle, anche in zone dove, fino a pochi anni fa, erano praticamente assenti o rarissimi. Le mazzancolle del Golfo di Manfredonia hanno trovato le condizioni ideali per svilupparsi in modo massiccio.

Il fenomeno viene associato all’aumento della temperatura dell’acqua e alla modifica della catena alimentare marina. Le conseguenze sono decisamente positive soprattutto per i pescatori, che possono cos’ aumentare i propri guadagni. Di contro, però, gli scienziati sottolineano come l’alterazione degli equilibri biologici stia mettendo a rischio l’intero ecosistema, con conseguenze ancora imprevedibili a lungo termine.

Crostacei
Crostacei-Foto di Chait Goli da Pexels -LaGazzettadiMassaeCarrara.it

Le conseguenze delle mutazioni climatiche sulla presenza di molte specie ittiche nel Mediterraneo

Bisogna, poi, ricordare che il boom di queste specie non basta a bilanciare le perdite causate dalla diminuzione delle specie tradizionali. Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, ha dichiarato che la pesca nel Mediterraneo sta affrontando una delle sue peggiori crisi. Secondo le statistiche il calo delle giornate di pesca che potrebbe toccare il 50%, e una diminuzione dei guadagni stimata fino al 70%.

La crescente instabilità meteorologica e le mareggiate danneggiano porti e infrastrutture, già fragili per la mancanza di interventi strutturali. Oltre il 70% dei porti del Mediterraneo rischia l’insabbiamento e la perdita di funzionalità. Le specie ittiche presenti nel Mediterraneo saranno sempre diverse e scomparirà il pescato a cui si è abituati: secondo Confcooperative, entro il 2050, più del 30% delle specie ittiche potrebbe non avere più origine locale.