Ultim’ora Partite IVA: introdotto il modulo “Non si paga” | Lo compili e ti esce l’IRPEF gratis nel 2025

Modulo non si paga (Agenzia delle entrate) - La gazzetta di Massa e carrara
Esiste un modo per azzerare le spese relative alla partita IVA: ecco i casi in cui si è esentati dal pagamento delle imposte, in un modo completamente garantito dalla legge italiane.
Le Partite IVA italiane che operano con l’estero possono, in molti casi, evitare di pagare due volte le tasse grazie alle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
Si tratta di veri e propri trattati che regolano il diritto dei Paesi di prelevare imposte sugli stessi redditi o patrimoni. L’Italia, infatti, ha firmato oltre cento accordi bilaterali, ispirati ai modelli OCSE e ONU.
L’obiettivo di queste importanti convenzioni è quello di tutelare i contribuenti e impedire che lo stesso reddito venga tassato sia dallo Stato italiano che da quello estero.
Quindi, per i titolari di Partita IVA che risiedono in Italia ma generano redditi anche in altri Paesi, queste Convenzioni offrono una via per neutralizzare l’IRPEF su quanto già tassato all’estero, purché si rispettino precisi requisiti.
Doppia tassazione: come evitarla grazie alle Convenzioni internazionali firmate dall’Italia
Non esiste un vero e proprio “modulo Non si paga”, ma per accedere ai benefici delle Convenzioni contro le doppie imposizioni occorre seguire una procedura formale. Nella compilazione della dichiarazione dei redditi si devono indicare le specifiche esenzioni previste dagli accordi internazionali. Spesso viene richiesto di produrre certificazioni estere che attestino l’avvenuto pagamento dell’imposta nel Paese d’origine del reddito.
Le stesse Convenzioni, però, non si limitano a evitare la doppia tassazione: contengono anche misure volte a prevenire l’evasione e l’elusione fiscale. Viene stabilita una collaborazione tra amministrazioni finanziarie per lo scambio di informazioni e, in alcuni casi, per lo svolgimento di verifiche simultanee. Naturalmente i vantaggi derivanti dalle Convenzioni spettano solo a chi adempie correttamente ai propri obblighi fiscali.

Come vengono applicate le Convenzioni Internazionali come strumento di tutela fiscale
È importante ricordare che le Convenzioni internazionali prevalgono sulla normativa interna, in quanto fonte primaria riconosciuta ai sensi dell’art. 10 e 117 della Costituzione. Questo principio è stato più volte confermato dalla Cassazione (sentenze 1138/2009, 14476/2016 e 19722/2022). Stabilisce che in caso di conflitto tra una norma italiana e una disposizione pattizia, prevale quest’ultima. Se la normativa nazionale è, però, più favorevole al contribuente, si applica la disciplina interna (art. 169 TUIR).
Le Convenzioni vanno utilizzate come strumento potente di tutela fiscale. Chi lavora con la partita IVA in ambito internazionale può essere sollevato dall’obbligo della doppia tassazione. Si tratta di un’opportunità che non tutti conoscono e sulla quale c’è bisogno di fare più informazione.