“Non sapevo di dover telefonare” | Assegno unico CANCELLATO alle famiglie che non hanno chiamato: troppo tardi ormai

Assegno-Unico (Fonte web) - Lagazzettadimassaecarrara.it
“Non sapevo di dover telefonare” è l’appello disperato che si leva da migliaia di famiglie, ignare dell’obbligo di una chiamata telefonica per confermare i requisiti e mantenere attivo l’assegno unico.
L’Assegno Unico Universale, una misura di sostegno fondamentale per milioni di famiglie italiane, si trasforma in un labirinto di scadenze e procedure complesse.
Un piccolo gesto, una telefonata apparentemente innocua, che si trasforma in una barriera insormontabile per chi, sopraffatto dalla routine, non ha intercettato l’informazione.
E ora, mentre il tempo stringe sempre di più, l’INPS si prepara a sferrare il colpo di grazia cancellando l’assegno a chi non ha rispettato la scadenza.
L’incubo della cancellazione incombe colpendo migliaia di famiglie che si sentono tradite da un sistema che sembra aver dimenticato le loro difficoltà.
Ritardi e nuove date di pagamento
L’Assegno Unico Universale per i figli a carico, un sostegno economico fondamentale per molte famiglie italiane, ha subito delle variazioni nel 2025, con conseguenze significative per chi non si è adeguato alle nuove disposizioni. A causa di una mancata comunicazione riguardante l’aggiornamento della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), molte famiglie si sono viste cancellare l’assegno, o ridurne drasticamente l’importo. La disattenzione o la mancata informazione hanno portato a questa situazione, con molti beneficiari che non erano a conoscenza della necessità di aggiornare la propria posizione tramite commercialista o CAF. La data limite per evitare la riduzione al minimo dell’importo era il 28 febbraio 2025, e per questo mese di marzo è ormai troppo tardi per rimediare.
A marzo 2025, l’Assegno Unico ha subito un ritardo nei pagamenti, con accrediti a partire dal 20 del mese. Questo slittamento è dovuto all’adesione dell’INPS al sistema di “reingegnerizzazione delle procedure di tesoreria (Re.Tes)” della Banca d’Italia, una questione tecnica che ha influito sui tempi di erogazione. Per chi non ha presentato la nuova DSU entro il 28 febbraio, l’Assegno Unico è stato erogato con l’importo minimo di 57,5 euro. Tuttavia, è ancora possibile presentare la DSU entro il 30 giugno 2025 per aggiornare l’importo e ricevere i relativi arretrati.

Ecco come fare adesso
L’importo dell’Assegno Unico varia in base al reddito ISEE del nucleo familiare, con maggiorazioni previste per figli disabili, figli di madri under 21 e famiglie numerose. Inoltre, è previsto un bonus “secondo percettore di reddito” e un incremento per i figli di età inferiore a un anno.
La DSU precompilata è disponibile sul portale unico ISEE del sito INPS, dove è possibile verificare e modificare i dati necessari per calcolare l’importo dell’assegno.