Addio risarcimento incidenti: “Il suo racconto non mi piace” | Resti con la macchina rotta e nessuno ti paga anche se hai ragione

Automobile danneggiata- Foto di Umut Sarıalan da Pexels-LaGazzettadiMassaeCarrara.it
In alcuni casi di incidente automobilistico la richiesta di danni può essere respinta se la versione dei fatti risulta poco convincente: ecco cosa cambia per chi subisce un sinistro e a cosa prestare attenzione.
Contrariamente a quanto si pensa, il diritto al risarcimento non scatta automaticamente in caso di incidente stradale. Anche quando la responsabilità dell’altro conducente sembra evidente, serve una ricostruzione precisa, coerente e supportata da prove.
Non basta sostenere di aver subito un danno: occorre dimostrare in modo credibile come e dove sia avvenuto il fatto. Nel caso in cui la narrazione presenti incongruenze o lacune, la richiesta può essere respinta.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28662 del 2022, confermando la possibilità che il giudice rigetti la domanda anche senza esprimersi sulla responsabilità, basandosi solo sull’inattendibilità del racconto.
Il caso specifico esaminato dalla Cassazione riguarda un motociclista che aveva chiesto un risarcimento per un incidente. Secondo il conducente della moto il sinistro era stato causato da un automobilista che non aveva rispettato la precedenza.
Mancanza di prove per un incidente subito: ecco cosa ha deciso la Corte di Cassazione
Il giudice di primo grado, seguito poi dalla Corte d’Appello, ha però considerato inattendibile la sua versione dei fatti. Esistevano troppe contraddizioni tra il racconto e i documenti forniti. A queste motivazioni va aggiunta l’assenza di elementi oggettivi capaci di sostenere la sua ricostruzione.
In mancanza di coerenza tra ciò che viene dichiarato e le prove, il giudice non è tenuto ad applicare la presunzione di colpa prevista dall’art. 2054 del Codice Civile. In ogni caso, quindi, la responsabilità va prima dimostrata attraverso una ricostruzione impeccabile e documentata.

Cosa fare per evitare di ritrovarsi senza indennizzo per il danno all’auto
La legge intende anche perseguire l’obiettivo di ridurre le richieste di risarcimento infondate o eccessivamente gonfiate. Secondo le compagnie assicurative, infatti, troppi incidenti presentano ricostruzioni che non sono confermate da elementi oggettivi. Il principio di congruenza tra i fatti narrati e le evidenze raccolte serve proprio a filtrare queste domande prima che si arrivi a discutere la responsabilità.
Il giudice può anche rilevare d’ufficio l’applicazione del secondo comma dell’art. 2054, ma solo se chi agisce fornisce dati concreti e precisi. In mancanza di tali presupposti, il procedimento si chiude senza indennizzo, anche per chi ha ragione. Per questo motivo è importante imparare a tutelarsi raccogliendo le prove necessarie a dimostrare il proprio coinvolgimento nell’incidente e ad evidenziare che il danno è stato subito e non provocato.